I segni nascosti

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In una intensa e raffinata ricerca delle origini ed intuizioni artistiche di cinque protagonisti dell'arte italiana, sono stati recuperati ed esposti al Museo di arte moderna e contemporanea di Udine circa cinquanta disegni di Mario Mafai ed Antonietta Raphael.
Di Mafai: nudi di donne, corpi ripiegati e feriti, forse anticipazioni delle famose "Fantasie", tracce di paesaggi urbani e di campagne;
Di Antonietta Raphael: profili maschili, immagini di donne appena accennate, una serie di abbozzi di pescatori e rammendatori di reti, contro profili di barche e di vele. Le loro opere sono a fianco a quelle di Scipione (è stata proprio la scoperta di un taccuino di disegni inediti di uno Scipione giovanissimo, che si firmava ancora Gino Bonichi, –a far sorgere l'idea della mostra) e ad a una trentina di disegni di Roberto Melli ed oltre cento di Pericle Fazzini.
Sono tutti segni fissati su taccuini dozzinali o su fogli di carta scadenti, ispiratori di successive opere più complete od anche abbandonati tra scaffali e cassetti. Scrive Vania Greansingh, direttrice del Museo: "Si tratta di fogli che, nel loro insieme, rivelano i tragitti del pensiero, le coordinate di una ricerca, le sperimentazioni della visione, conservando intatto il fascino misterioso della creatività umana". 

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