Sculture di Antonietta Raphaël nella mostra collettiva che ha inaugurato la nuova sede della galleria Massimo De Carlo

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Il 7 Marzo 2019 è stata inaugurata la nuova sede della galleria Massimo De Carlo con la mostra MCMXXXIV, a cura di Massimo De Carlo con la collaborazione di Francesco Bonami. Il titolo fa riferimento alla data di costruzione di Casa Corbellini-Wasserman, nuova sede della galleria. MCMXXXIV presenta uno sguardo sulla storia con la S maiuscola ma allo stesso tempo ne presuppone uno più intimo e borghese: in Italia, ancora oggi, queste due visioni della storia si intrecciano e si sovrappongono.
Il 1934 è un anno drammatico durante il quale il mondo assiste a una serie di eventi devastanti: in Italia Mussolini consolida il suo potere attraverso elezioni plebiscitarie e in Germania Hitler diventa il Führer; per un’ironica coincidenza i due si incontrano per la prima volta all’inaugurazione della Biennale di Venezia.
MCMXXXIV  ha l’intenzione di raccontare una breve storia della duplicità di quel tempo mettendo in relazione il lavoro di artisti contemporanei con una serie di sculture realizzate al tempo della costruzione della Casa Corbellini-Wassermann. Adolfo Wildt emerge come uno degli artisti più noti dell’epoca ma nella mostra compaiono altre presenze – come Maria Lai e Sirio Tofanari per esempio – che furono altrettanto importanti negli animati dibattiti tra artisti e architetti di quel periodo.
Le sculture ibride di Thomas Grünfeld, i collage di Richard Prince, il muro grigio di mattoni di Maria Lai, l’accumulazione di carta di Felix Gonzalez-Torres, la tela di Andra Ursuţa, la Grande Fuga e la Grande Genesi di Antonietta Raphael dimostrano la relazione complessa tra la storia e il corpo, poco cambia se umano o animale. Proseguendo nella mostra la conversazione tra le sculture Costante Uomo di Fausto Melotti e Ermestica = SignorBonaventurArtePolo di Luigi Ontani, che rappresenta un celebre personaggio di fumetti per bambini degli anni Trenta, affronta la continua tensione dell’arte italiana combattuta tra l’attrazione per la purezza intellettuale e la seduzione della cultura paleo-pop. Questa tensione narrativa si manifesta in nuove prospettive nel contesto dell’architettura di Casa Corbellini-Wassermann dove il rigore razionalista si confronta con l’indulgenza di materiali decorativi barocchi meravigliosi.

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