Mario Mafai - Diario 1926 - 1965

Introduzione di Giuseppe Appella

Estratto

…La formazione da autodidatta, maturata nel filone formalistico del Novecento, puntualizzata dagli echi di un’Europa già attraversata dal Cubismo e dal Surrealismo, nutrita dalle curiosità per la filosofia sminuzzata nell’intreccio delle divagazioni, si sviluppa di pagina in pagina con precisi accenni al modo di affrontare la composizione (“Mi piace lumeggiare il paesaggio al tramonto un po’ fantasticamente e dare agli alberi, ai monti, alle valli, ad ogni cosa una loro propria vita sognante, quasi incorporea”), a Raphaël ( “Il suo carattere non sa sacrificare nulla alla gioia e al dolore e quando l’amarezza la coglie lei non sa difendersi, non sa crearsi quella vita in tante piccole cose….”) al Greco (“Greco rinnova il misticismo coloristico dei primitivi cristiani”), alle teorie artistiche (“La conquista di forme e di espressioni nuove è stata sempre quella di trovare un’assimilazione della realtà, gli elementi necessari ai nuovi sviluppi”). (pag.10)

Estratti dal Diario

 

 

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